Aeritaly Meridiana

Molti titoli Airitaly amarcord si susseguono nei motori di ricerca, ma la triste verità è che la Compagnia sta per chiudere lasciando a terra 1400 lavoratori. Sul web saltano fuori contenuti che spaziano da surreali offerte di voli antecedenti al 2020 a cronache di liquidazione, dissertazioni politiche, cosa era Airitaly e susseguenti proteste dei lavoratori. Tutto legato ad un unico filo conduttore : progetti, (mal) intenzioni, (mal) esecuzioni di una Compagnia aerea metà italiana metà qatariota su cui il Governo italiano aveva promesso di mantenere un occhio vigile. 

Sono passati 5 anni da quelle promesse, Airitaly sta per volgere al suo epilogo trascinandosi oltre 1400 professionisti colpevoli solo di averci in qualche modo creduto ai grandi sogni prospettati. E io sono furente. Non solo perchè sono una di loro ma perchè sono stanca di assistere a tanto potenziale gettato via. 1400 piloti, assistenti di volo, tecnici di manutenzione, personale di terra, istruttori di una Compagnia aerea che era la seconda sul territorio nazionale con oltre 50 anni di storia.

Facciamo un’analisi.

Un aeroporto come quello di Milano Malpensa che non ha mai avuto vita facile ma è legato alla città simbolo dell’economia italiana e a tutto l’indotto che ruota attorno. Sinergie mai attuate per interconnettere Malpensa con Linate (il progetto Hyperloop è ancora in fase di studio); un Paese come l’Italia con una spina dorsale turistica che non riesce a dotarsi di una propria aerolinea ma cerca ancora di scambiare tessere di un puzzle già noto, nonostante la matematica dica che cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.

I notiziari scorrono, speciali su speciali, ogni fotogramma di un aeroplano che vola è una pugnalata nel petto, i colori son sempre gli stessi e continuo a chiedermi come mai si assista a considerazioni di compagnie di serie A e di serie B. Illusa io a pensare che la cosa fosse riconducibile al solo gioco del calcio.

Ci sono delle responsabilità, egregi politici. In primis, i posti di lavoro e le competenze da salvare. Airitaly è composta per la maggior parte da persone la cui età pensionabile dista decenni e che dopo altrettanti anni passati a diecimila metri non è così facile ricollocare in altri settori. Poi, è necessario rimediare alla troppa superficialità e (forse?) cieca fiducia nell’operato degli investitori che hanno portato la Compagnia allo sfacelo. Occorre ricordarsi che l’aviazione italiana non ha solo Alitalia da recuperare e non ultimo bisogna investire in questo Paese : le nostre risorse umane, la nostra eccellenza, tanto invidiata nel mondo.

Evidentemente non compresa a fondo da chi ci governa, se Airitaly fosse destinata ad essere soltanto l’ennesimo spreco italiano, magari lasciando metter mani ancora una volta a compagnie aeree straniere. A quanto pare da soli non siamo capaci.

Un pensiero su “Airitaly Amarcord”
  1. Sono decisamente d’accordo su compagnie di serie “A” e di serie “B”. Era il 1987 quando ho messo piede per la prima volta nel sedime aeroportuale, al di là del varco doganale. Orgogliosamente uomo Alitalia, e lo sono stato per sei lunghi anni. Da quanto capivo, già avevano iniziato a fare il gioco delle tre carte, vendevano gli aerei di proprietà e li riprendevano in leasing, cosi tentavano di chiudere i bilanci in attivo. Sono passati più di 30 anni, i personaggi che decidono sono gli stessi, o familiari di quelli, o anche amici, persino amici degli amici di quelli. Gli aerei di proprietà praticamente non esistono più, i costi dei leasing sono altissimi, e un terzo della flotta sta fermo a terra alle dieci del mattino. Ora… per me questo è già più che sufficiente per capire che 1+1 non può fare 3, senza contare poi, che qui ci sono compagnie aeree, che promuovono Bergamo – Bordeaux a €uro 4,99, che non ci fai neanche Milano – Gallarate col treno… mi chiedo solo come sia possibile avere una sostenibilità finanziaria, come sia possibile sostenere i costi rispettando tempi e procedure. Su questo non ho altro da dire. In merito alla nuova generazione di giornalisti poi, credo che inizierò a dargli un minimo di credibilità, non appena avranno capito che il miglio marino non è un mangime per i pesci. In bocca al lupo ai colleghi AirItaly, per quanto possa significare, io sono con loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »