Hostess

Lufthansa, ecco come le hostess saranno costrette a salutare i passeggeri.

Tira aria di cambiamento sugli aerei di Lufthansa. La compagnia tedesca ha deciso di adottare una nuova policy  sul saluto ai passeggeri a bordo sia in entrata che in uscita. In particolare, si è deciso che il personale, hostess, steward e piloti non potrà più utilizzare il classico e universale “Signori e Signore, benvenuti a bordo”.
L’espressione infatti sembrerebbe non essere abbastanza inclusiva per tutti i generi.

A breve il saluto ai passeggeri sarà molto più scarno limitandosi al “Benvenuti a bordo”. La novità è stata confermata dalla portavoce della compagnia tedesca, Anja Stenger: “La diversità per noi non è una frase vuota, da ora vogliamo esprimere la nostra attenzione al linguaggio”. Non è stato ancora reso noto, però, il momento esatto in cui avverrà questo cambiamento. Stesso saluto asettico verrà fatto anche sulle consociate di Lufthansa: Swiss, Austrian Airlines, Brussels ed Eurowings.

Il nuovo linguaggio gender neutral, inoltre, prevede che il personale di bordo non si rivolga più ai passeggeri chiamandoli “signora” o “signore” non solo al momento del saluto, ma anche durante il volo quando viene richiesto il loro servizio, quando vengono serviti i pasti o quando è previsto un loro intervento. Steward e hostess, come riporta il comunicato dovranno limitarsi a un semplice “gentili clienti”. Il politicamente corretto, insomma, è arrivato anche ad alta quota.

Questo però, a mio parere è delirio, delirio puro. Già la definizione diversità enunciata dalla Stenger definisce la imbarazzante logica del comunicato stesso. L’etichetta di diverso, io non l’avrei mai data. 

Ho lavorato per decenni in un ambiente misto, oltremodo misto, e conservo tutt’oggi magnifiche amicizie. In passato, è anche capitato che io sia stato elegantemente corteggiato da chi viveva una sua chiara identità e non aveva bisogno di essere illuminato o difeso per questo. E a dire il vero vi dico anche, che se per natura mi fosse bastato quello che mi si prospettava, lo avrei colto con estrema serenità.

Comunque, adesso resta da vedere se pure le altre compagnie aeree seguiranno lo stesso esempio. Mi vengono in mente però, alcuni imbarazzanti impedimenti, ad esempio non è prevista la cosa reciproca, cioè la Hostess che si incazza se il cliente la ringrazia per qualcosa chiamandola signorina, e che se il passeggero insiste può anche denunciarlo per offesa al genere. Senza poi parlare del fatto, che la compagnia aerea si troverebbe costretta a rivedere la distribuzione delle divise in base al sesso percepito. E seguendo questa logica a macchia d’olio allora mi chiedo come dovremmo chiamare il personale in ospedale, se non è più possibile infermiere o infermiera, allora forse, gentile paramedico andrà bene, e per i professori possiamo certamente usare cortese docente. Esattamente come farebbe un avvocato, o meglio come farebbe un legale in calce ad una lettera di convocazione in tribunale.

Che dire, io vengo da una generazione che a scuola indossava il grembiulino, elemento che distingueva i maschietti e le femminucce, ma questo non ha certamente impedito a chi convintamente doveva sbocciare come mirabile fiore raro, di farlo comunque.

Di JoCo

Professionista Aircraft maintenance civil aviation

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